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Diga di protezione Ghirone - Valle di Blenio

Prodotto


Committente

Comune di Ghirone


Società

Pervangher, Airolo


Progettista

Lucchini – Mariotta e Associati SA, Dongio


Descrizione / Particolarità


Il pittoresco villaggio ticinese di Ghirone nella Valle di Blenio sorge ai piedi del Pizzo Pianca, in un’area a forte rischio di caduta massi. Al fine di proteggere l’insediamento e i suoi abitanti da tale pericolo, è stato necessario sistemare un rilevato per i massi in movimento verso la valle. Eppure, come si poteva costruire un terrapieno alto fino a dodici metri in una zona tanto impervia e ripida nel più breve tempo possibile, senza pregiudicare pesantemente l’estetica del paesaggio? La risposta è stata TerraMur®2 di SYTEC.


SYTEC è specialista nel settore dei sistemi di sostegno in terra armata. Questi sistemi presentano il vantaggio di poter utilizzare il materiale di riempimento disponibile in loco, riducendo pertanto la quantità di materiale da costruzione da trasportare. Malgrado l'elevata pendenza della scarpata, il sistema TerraMur®2 può essere vegetalizzato, integrandosi così in modo pressoché invisibile nel paesaggio naturale circostante. In luogo della struttura di sostegno originale, gli ingegneri di SYTEC hanno creato terrapieni di protezione. Le eccellenti capacità protettive dei rilevati TerraMur sono già state ampiamente comprovate nell’ambito di test e implementazioni pratiche. Grazie alla struttura semplice, conveniente e rapida da realizzare, il sistema viene spesso impiegato nelle regioni alpine come terrapieno di protezione.

Un percorso in salita
Il vallo paramassi di Ghirone ha comportato per gli ingegneri una serie di sfide non facili. Per via del terreno ripido e impervio, essa presenta a monte un’altezza della scarpata di 5 metri e a valle fino a 12 m. Essendo disponibile solo il materiale di riempimento reperibile in loco, il vallo doveva essere realizzato con una struttura quanto più snella possibile. Grazie alla pendenza di 70° della scarpata, il rilevato ha potuto essere progettato come necessario. Pur a fronte dell’esiguo volume del materiale da costruzione, la barriera vanta una capacità di assorbimento di cadute massi pari a fino a 8000 kJ, un dato straordinario ottenuto grazie alla disposizione strategica dei strati di rinforzo del terreno. I piani di posa intermedi, formati ogni 60 cm e percorribili anche con le pesanti macchine disponibili in situ, hanno agevolato inoltre notevolmente la posa.

Uno sbarramento mimetico
In un’ultima fase, sarà poi seguito il rinverdimento della ripida scarpata della barriera. Nel giro di pochi anni, essa non risulterà più riconoscibile, come se fosse sempre stata parte integrante del paesaggio. Inoltre, la barriera non richiede pressoché alcuna manutenzione. Solo sul lato monte sarà necessario rimuovere di tanto in tanto i massi accumulati. E qualora un evento di grande portata dovesse danneggiare il vallo, i punti interessati potranno essere riparati con mezzi semplici, lasciando invariata la resistenza del terrapieno.